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Le masserie in Salento

da | Set 3, 2017 | Scopri il Salento | 0 commenti

Sono tantissime, enormi, fortificate o circondate dalle campagne, da piccole pinete e querceti o dalle terre coltivate, le Masserie in Puglia e in particolare in Salento, sono il vero simbolo di una storica realtà rurale e patrimonio culturale salentino.

Non è raro imbattersi in queste bellissime strutture o vederle ergersi imponenti su ettari di terra rossa a maggese, la nostra tipica terra di campagna. Belle e affascinanti abitazioni contadine, oggi adibite a strutture di grande charme, di indiscutibile fascino, ammalianti come una bellissima donna, con servizi degni di un cinque stelle lusso: strutture ricettive di altissimo livello, ristoranti gourmet, hotelleria con centro benessere, dotate di thalasso-terapia. In passato, appannaggio di ricchi signorotti locali, oggi mete esclusive del turismo rurale.
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Che cosa sono le masserie: come venivano utilizzate in passato nel Salento

Per chi non lo sapesse, le masserie sono costruzioni rurali risalenti circa al periodo tardo medievale. La parola masseria deriva dal latino massa che indica l’insieme di fondi agricoli.
La masseria era la casa del contadino, dell’uomo che lavorava nei campi e il luogo dove conservava i prodotti della terra. Una sorta di fattoria, un centro agricolo destinato alla grande produzione, all’allevamento e alla trasformazione dei prodotti agricoli che erano destinati alla sussistenza e non solo, anche al Regno.
La produzione non era finalizzata esclusivamente ai consumi familiari ma era destinata anche al vicinato.
La masseria era l’espressione dell’economia latifondista: il proprietario terriero era il padrone della masseria e, alcune volte viveva nella struttura fortificata, insieme con i contadini e gli allevatori, in spazi ben organizzati secondo il ruolo lavorativo e il rango sociale.
In altri casi, la masseria era la dimora dei soli lavoratori agricoli, i quali gestivano sapientemente i ruoli, i compiti e i prodotti della terra. In questo caso a capo dell’azienda rurale vi era il massaro.
Mediante un contratto di locazione, il contratto di colonia, con il proprietario terriero che spesso era un nobile, un feudatario o un ecclesiastico, il massaro gestiva i lavori della terra assumendo dei braccianti che si trasferivano nella struttura agricola.
Nella Grecìa Salentina (area del Salento composto da nove comuni in cui si parla il griko, un dialetto che deriva dal greco ellenico) in realtà, con la sua economia prevalentemente olivicola e cerealicola, non era necessario vivere tutto l’anno nella struttura adibita, poiché si trattava di colture stagionali. Il contratto di colonia prevedeva di solito come durata quella necessaria per un ciclo intero di coltura.

La struttura architettonica delle masserie salentine

Per quanto riguarda la struttura della masseria, si tratta di una grande costruzione con una corte agricola adiacente. Tutta la zona rurale comprendente la casa ha comunemente delle alte mura di recinzione, per la protezione del possedimento e della ricchezza in esso presente.
La corte ampia e centrale spesso aveva la funzione anche di aia. In questo grande spazio in genere si affacciano le porte di quelle che erano le diverse aree di lavoro e delle stalle.
Le mura alte racchiudevano delle piccole comunità, una sorta di villaggio, dove il padrone, il massaro, i contadini con le famiglie e anche gli animali vivevano insieme e autonomamente.
Non avevano l’esigenza di avere rapporti esterni con ciò che vi era fuori dalle mura: all’interno vi era tutto ciò di cui avevano bisogno. Le masserie erano dunque piccoli centri autarchici del sistema produttivo pugliese.

La masseria sul mare: piccole strutture fortificate che si affacciano sul mare del Salento

Le masserie in Salento sono spesso vicine al mare ed anche questo spiega il perché delle mura alte. Il Salento, terra di confine, circondata dai mari è da sempre stato esposto a ogni tipo di aggressione dall’esterno, di scorrerie barbariche e piratesche.
Terra ospitale e accogliente, unione di usi e costumi lontani, il Salento ha però dovuto difendersi spesso dagli attacchi esterni, anche erigendo alti muri.
La maggior parte delle masserie vicina alle coste ioniche e adriatiche e anche quelle nella Grecìa salentina, pur essendo situate nell’entroterra, sono dotate di un piano superiore, raggiungibile mediante le scale a pioli. In questo piano alto il massaro, la sua famiglia e i contadini si difendevano nascondendosi e portando con sé anche i prodotti e i beni della masseria.
La scala a pioli, provvisoria, era poi messa fuori uso una volta messi tutti al sicuro.
Le masserie di costruzione più recente, invece, hanno dei muri di recinzione molto bassi o delle volte inesistenti, poiché nel corso degli anni gli attacchi diminuivano e cambiavano la loro funzione, fino a diventare residenze estive dei signori.

La masseria oggi: emblema del turismo del Salento

Sconosciuta alla maggior parte degli italiani, la masseria è una struttura architettonica rurale che, chi non ha vissuto o visitato la Puglia, non riesce a immaginare. Simbolo della tradizione campestre del meridione, le masserie oggi sono diventate un’attrattiva turistica. I curiosi o gli amanti della terra e dei suoi frutti, i coltivatori e i produttori sono affascinati da questi ruderi, un tempo cuori pulsanti dell’economia agricola pugliese.
Molte di queste antiche strutture agricole sono ancora oggi in disuso e malconce. Molte altre invece, tenendo conto del numero di turisti ogni anno in crescita nella zona del Salento, sono state recuperate, ristrutturate e trasformate in strutture ricettive dotate di ogni comfort e di ogni lusso.
Confidiamo nelle modifiche del piano paesaggistico e rurale perché, molte di queste strutture, su ordinanza regionale, non possono essere ristrutturate, ampliate e/o modificate.
Sovente, passeggiando in bicicletta per le strade di campagna, ci si imbatte in masserie abbandonate, pajare e furnieddhri semi-distrutti dal tempo.

La masseria e la vacanza campagnola in Salento: vivere il country-side salentino nella più totale armonia con la natura

Chi vuole vivere un’esperienza di totale relax, immersi nella rigogliosa natura del Salento, in degli spazi ampi, verdi e incontaminati, sceglie di trascorrere le vacanze nelle tantissime masserie che oggi sono diventate resort di lusso, agriturismi, ristoranti o bed & breakfast.
Mastodontici ulivi secolari e fittissima macchia mediterranea come sfondo, le masserie oggi regalano esperienze uniche immerse nel verde. Le strutture storiche, nonostante abbiano cambiato la funzione diventando hotel, sono spesso dei veri e propri musei agricoli, con una storia e una cultura da proteggere e da mostrare.

La masseria in Salento: da strutture ricettive a immobili di interesse storico

Il numero cospicuo di masserie presenti nel territorio salentino e gli spazi grandi che le circondano, hanno permesso di diversificare l’offerta per i turisti a seconda delle esigenze di ognuno. Così, in Salento si può soggiornare in masserie biologiche e didattiche, dove oltre ad alloggiare, grandi e piccoli possono lavorare la terra, fare il raccolto o collaborare nella produzione di formaggi e mozzarelle; masserie di benessere, con centri spa dove rilassarsi e prendersi cura di corpo e mente nella natura; masserie agriturismo, con ristoranti interni dove poter degustare ogni tipico piatto della tradizione salentina, realizzato con materie prime kilometro zero e dedicarsi interamente al piacere del palato; masserie storiche e autentiche, con le stalle, le mangiatoie, i granai, tutte aree rivisitate e valorizzate, ma lasciate strutturalmente com’erano un tempo per una vacanza di relax fuori dal caos cittadino ma, allo stesso tempo, utile per conoscere il Salento con la sua storia e rivivere il suo passato nella bellezza del presente.

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