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Nel cuore di Gallipoli Vecchia, Gaddhripuli come dicono gli anziani pescatori gallipolini che hanno combattuto quasi un secolo contro il mare, si trova uno splendido tesoro di incommensurabile valore: la cattedrale di Sant’Agata, vergine e martire catanese.

La cattedrale di Gallipoli è un vero spettacolo artistico: rimarrete a bocca aperta

Lo spettacolo che vi si parerà dinanzi agli occhi è unico. Incredibilmente bella la sua facciata all’esterno, altrettanto affascinante il suo interno, ricco di dipinti.

La facciata di Giuseppe Zimbalo, il padre del barocco salentino

La facciata creata da Giuseppe Zimbalo (il padre del Barocco in Salento) è in carparo, tipica pietra salentina che assume un colore dai riflessi dorati.
L’interno è ricco, barocco, non banale e mai scontato. Ricco di dipinti.
Vi sembrerà strano a sentirlo dire ma a Gallipoli, un concentrato d’arte così unico, in questo incredibile capolavoro architettonico, non si era mai visto.

Prospetto dello Zimbalo in carparo e pianta a croce latina con tredici altari, opera dell’architetto G.B.Genuino

Procediamo con la descrizione anche se le parole, in questo caso, possono risultare inadatte a descrivere un patrimonio di così grande bellezza.
La sua costruzione iniziò nel 1726, su progetto dell’architetto Giovanni Bernardino Genuino, dopo l’abbattimento della chiesa dell’ XI secolo dedicata a San Giovanni Crisostomo.
Il prospetto fu terminato nel 1696 e si sviluppa in due ordini: nel primo ordine si aprono i tre portali, il maggiore dei quali è sormontato dalla bellissima statua di Sant’Agata.
Ai lati altre due statue: a sinistra San Sebastiano e a destra San Fausto.
Il secondo ordine del prospetto è stato decorato finemente dallo Zimbalo: sono presenti figure antropomorfiche e fitomorfiche e le statue di Santa Marina, Santa Teresa e dei Santi Crisostomo e Agostino.

La pittura è l’indiscussa regina, all’interno della cattedrale di S. Agata

All’interno della cattedrale, la pittura prende il sopravvento su tutto, diventandone indiscussa regina rispetto alla decorazione barocca.
Pianta a croce latina, tre navate e dodici colonne, tredici altari: 6 a destra, 6 a sinista e l’altare maggiore al centro, tutti sormontati da opere pittoriche di altissimo livello.
Vi elenchiamo qui il titolo e l’autore di ogni opera presente nelle navate, sicuri di farvi cosa gradita. Non basterebbe un intero sito internet per descriverle dettagliatamente. Alla fine di questo post troverete una gallery dettagliata sull’argomento.

la navata di destra e le opere presenti

La navata di destra racchiude a sé opere di eccezionale fattura.
Queste sono:

  1. Madonna in gloria tra i SS. Niccolò e Oronzo (di G.A. Coppola);
  2. Assunzione della Vergine (di G.A. Coppola);
  3. Le anime sante del Purgatorio (di G.A. Coppola);
  4. Immacolata con S. Agata e S. Leone (forse di F. Genovino);
  5. Il martirio di San Sebastiano (di N. Malinconico);
  6. Trionfo dell’Eucarestia con S. Giovanni Nepomuceno e S.Tommaso d’Aquino (di F. Giordano)
  7. il Sonno di Saul e l’Adorazione di un vegliardo (di N. Malinconico);

L’altare maggiore: Sant’Agata, la Piscina Probatica e l’Ingresso di Gesù a Gerusalemme

Dietro l’altare maggiore, nello spazio riservato al coro, potete vedere:

  1. il Sepolcro di S. Agata;
  2. la Piscina Probatica (la piscina in cui avvenne il miracolo del paralitico riportato nel Vangelo);
  3. l’Ingresso di Gesù a Gerusalemme.

Tutte queste opere sono state realizzate dal Malinconico.

La navata di sinistra e le opere di Coppola, Giordano e Malinconico

La navata di sinistra presenta le seguenti opere:

  1. S. Isidoro Agricola (L.Giordano);
  2. Miracolo di S. Francesco di Paola (G. A. Coppola);
  3. Adorazione dei Magi (G. A. Coppola);
  4. Vergine col Bambino tra s. Giovanni Battista e S. Andrea Apostolo (G.D. Catalano);
  5. Martirio di S. Agata (G. A. Coppola);
  6. S. Maria del Popolo (di ignoto);
  7. Sposalizio di Maria e fuga in Egitto (N. Malinconico).

Le pitture sulla copertura della navata

Le pitture degli artisti qui sopra menzionati, illustrano la copertura della navata centrale, la cupola, i lati della chiesa con temi riguardanti la vita, i miracoli e il martirio di S. Agata.

S. Agata e gli abitanti di Gallipoli: una curiosa leggenda

Un’antica leggenda gallipolina narra che sul lido della città sarebbe stato ritrovato un seno reciso alla martire catanese. Questa reliquia sacra è rimasta conservata per lungo tempo nella città di Gallipoli. In un secondo momento, la porzione superiore di questa reliquia fu trafugata e traslata nella chiesa di S. Caterina di Alessandria, a Galatina (Lecce) dove è tuttora conservata.

Alcune foto della Cattedrale di S. Agata, nel cuore di Gallipoli vecchia

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